Copertina di PHYSICAL
✸ in collaborazione con musicachepensa.it

PHYSICAL

quando la musica non è liquida

In un tempo in cui la musica è diventata liquida — un flusso senza peso, senza una copertina da tenere in mano — PHYSICAL è un auspicio: che la musica torni a farsi oggetto. È l'LP di Luca Janovitz che non è mai stato stampato — una copertina da guardare, una scaletta con un ordine, un lato che comincia e uno che finisce. Ma non è il vinile a renderla fisica: è l'ascolto condiviso. Quando la si vive insieme, dal vivo, la musica prende corpo — ed è la comunione a farne un oggetto. Per ora, esiste solo qui.

Ed è anche il modo più bello per scoprire la sua musica: dodici canzoni messe in fila come si farebbe su un vinile, dal 2012 di «One Day Only, Nov 23» fino all'iguana di «Inamovibilmente» (2025). Senza un genere fisso — si passa dall'elettropop allo swing, fino a voce e chitarra.

Mettila su — dall'inizio alla fine, e ascoltala con qualcuno: è insieme che prende corpo.

01 Copertina di Ultramondi
Ultramondi
Ultramondi · 2013 · 3:18 · pop west coast

Il brano-manifesto, quello che dà il titolo all'EP del 2013 e il cui video vince il premio speciale Plindo al PIVI. Sotto scorre un pop dal respiro west coast — chitarre luminose, armonie aperte, un sole californiano — su cui Janovitz costruisce una canzone visionaria: vede un altro mondo, fertile e splendente, e lo chiama ultraspazio, l'altrove dove stare con la persona amata. Il canto stesso è l'atto di coraggio per attraversare quella soglia. È il cuore della sua poetica: quel terzo spazio che ancora oggi apre la sua musica.

Da qui puoi proseguire versoDal mondo parallelo alla stanza di un addio: «Il lavandino» (brano 02).
02 Copertina di One Day Only, Nov 23
Il lavandino
One Day Only, Nov 23 · 2012 · 3:07 · swing

Uno swing dolente e spiazzante, di quelli che ti fanno dondolare mentre raccontano un addio. Janovitz mescola italiano, inglese e francese e lascia che la stanza si riempia di nebbia e di fumo: il tempo che non passa, una solitudine ironica che si tiene compagnia da sola, l'acqua che alla fine diventa mare e porta via tutto. È uno dei suoi pezzi più amati, e non a caso gli è stato dedicato un videoclip.

Da qui puoi proseguire versoDall'acqua che annega all'acqua che travolge: «Tempesta» (brano 03).
03 Copertina di One Day Only, Nov 23
Tempesta
One Day Only, Nov 23 · 2012 · 3:09 · voce e ukulele

Registrata interamente con voce e ukulele, senza post-produzione: nessun trucco, solo la canzone e il fiato. Eppure è tra i momenti più intensi del disco, dove il temporale diventa lo stato di una passione che travolge e a cui ci si arrende volentieri. La nudità dell'arrangiamento amplifica tutto — il dubbio, il desiderio, l'attesa della saetta — e prepara, senza stacco, l'elettricità di Corrente.

Da qui puoi proseguire versoLa tempesta non si chiude: si fa elettricità in «Corrente» (brano 04).
04 Copertina di One Day Only, Nov 23
Corrente
One Day Only, Nov 23 · 2012 · 3:26

La tempesta si fa elettricità. Qui l'attrazione diventa un flusso che corre come una scarica — una pulsazione cardiaca, immagini che cortocircuitano la geografia della Guerra Fredda e il surrealismo più puro, fino a un cammello blu trainato dalla corrente. È una canzone che piega le leggi fisiche per dire una cosa semplicissima e indomabile: quanto è difficile contenere la corrente che passa tra due persone.

Da qui puoi proseguire versoDalla corrente che travolge al congedo sereno: «Morirò a Settembre» (brano 05).
05 Copertina di One Day Only, Nov 23
Morirò a Settembre
One Day Only, Nov 23 · 2012 · 3:25

Il primo singolo a presentare l'esordio, e forse il suo manifesto segreto: una canzone sulla morte che è in realtà un inno alla vita. La fine è immaginata come un congedo sereno, da salutare con un sorriso e con un inventario di piccole felicità — barattoli di Nutella, lucciole in mano, una spiaggia fatta di noi. La morale è già tutta lì: l'energia che useremo per andarcene conviene spenderla adesso, a vivere. Carpe diem travestito da canzone d'addio.

Da qui puoi proseguire versoDal congedo luminoso a un amore che riempie di vita: «Denti e smalto» (brano 06).
06 Copertina di One Day Only, Nov 23
Denti e smalto
One Day Only, Nov 23 · 2012 · 2:02 · chitarra e voce

Solo chitarra e voce, e bastano. È il pezzo più slanciato e luminoso della raccolta: un inno al sorriso e a tutto ciò che un sorriso accende. Janovitz insegue una felicità a braccia tese, tra spiaggia, onde e ricordi, e ne fa una chiamata a buttarsi — viaggiare senza freni, rischiare tutto, riempirsi di vita. Dopo il congedo di Morirò a Settembre, è la vita che torna a prendersi la scena.

Da qui puoi proseguire versoDal sorriso che scalda all'autoritratto a guscio: «Uovo» (brano 07).
07 Copertina di One Day Only, Nov 23
Uovo
One Day Only, Nov 23 · 2012 · 3:29 · elettropop

Un elettropop scattante e divertito per l'autoritratto più surreale del disco: qui Janovitz si fa uovo — sferico, fragile, comico — e affida a un guscio tutta la sua precarietà amorosa. Tra immaginari da cucina e desiderio, ci si cova, ci si innamora friggendo, e si finisce immancabilmente per cadere. Sotto la trovata buffa batte una verità tenera: l'amore assottiglia il guscio finché esplode.

Da qui puoi proseguire versoDal microcosmo dell'uovo al paradiso tropicale di «Eden» (brano 08).
08 Copertina di Ultramondi
Eden
Ultramondi · 2013 · 3:19 · world / afro

Il pezzo più solare e sensuale, e l'unico apertamente etnico: atmosfere africane, percussioni calde e cori in swahili che nel ritornello dicono, senza pudore, il desiderio di amare e di mettere al mondo figli con la persona amata. Qui l'esotismo non è cartolina: è un'isola vera, fatta di sole, sale e pelle, ribattezzata col nome dell'amata sotto un cielo di baobab.

Da qui puoi proseguire versoDal paradiso a una piccola estasi quotidiana: «Magnifico» (brano 09).
09 Copertina di One Day Only, Nov 23
Magnifico
One Day Only, Nov 23 · 2012 · 3:08

Una piccola teologia della pioggia. Dopo l'arsura, basta un acquazzone perché il mondo torni abitabile: Janovitz guarda le lumache farsi coraggio e spingere le antenne alla ricerca del mondo, e in quel gesto minimo trova la morale del pezzo. È un carpe diem senza proclami, che cerca la grazia nel momento presente e non nel ricordo — con il volo di Icaro a tenere insieme l'ebbrezza e il rischio.

Da qui puoi proseguire versoDalla pioggia che disseta alla melodia lasciata sola: «Il lavandino (strumentale)» (brano 10).
10 Copertina di One Day Only, Nov 23
Il lavandino (strumentale)
One Day Only, Nov 23 · 2012 · 3:07 · strumentale

La stessa canzone, senza voce: lo swing del Lavandino lasciato solo con la sua melodia. Serve a ricordare quanta malinconia abiti già nella pura musica — e a ritrovare, verso la fine del disco, l'eco di ciò che PHYSICAL ha attraversato.

Da qui puoi proseguire versoDalla quiete strumentale all'attesa di «Aspettando la Bardot» (brano 11).
11 Copertina di Aspettando la Bardot
Aspettando la Bardot
Aspettando la Bardot · 2019 · 3:29 · folk / marcetta

Una marcetta ritmica con un cuore folk che la spinge avanti — title track del film di Marco Cervelli, premiata come Migliore Canzone Originale al Festival Internazionale del Cinema dei Castelli Romani. Gioca dichiaratamente con Aspettando Godot: la Bardot è l'attesa che non arriva mai, e proprio per questo tiene in cammino. Tutta costruita per coppie di opposti, dice alla fine la sua unica verità: se non ti fermi sei vivo, e a ogni partenza corrisponde un arrivo.

Da qui puoi proseguire versoDall'attesa inquieta alla quiete finale: «Inamovibilmente» (brano 12).
12 Copertina di Inamovibilmente
Inamovibilmente
Inamovibilmente · 2025 · 3:56 · psichedelico

Il congedo, e il punto d'arrivo più sereno del percorso. Pubblicata nel maggio 2025, è un viaggio psichedelico che si fa quiete: Janovitz guarda il mondo con gli occhi di un'iguana e trasforma l'immobilità in pienezza, tra sole sulla pelle, pietre da leccare e un ficus benjamin che diventa trampolino per l'universo. Dopo tante cadute — l'uovo, il lavandino, la corrente — PHYSICAL si chiude su una stasi che sa di conquista.